NON CHIAMATELO FASCISMO.

NON CHIAMATELO FASCISMO.

È necessario chiarire alcune cose sulla paura di un ritorno al fascismo con Lega e 5 Stelle al Governo. Dobbiamo smetterla di nominare il fascismo. “Le due cose non sono minimamente paragonabili, né assimilabili; il fascismo, lo sappiamo tutti, è stata “una cosa brutta”.

Vi rispondono questo, se siete fortunati. Se beccate il fascista convinto, ovviamente vi dirà che “sì, è proprio così, ci stiamo riprendendo il Paese, anche se il Duce… il Duce, quello vero, era un’altra cosa.”

L’italiano medio questo sa del fascismo: “una cosa brutta”. Oppure “i treni passavano in orario”. E poco più.

L’italiano medio un po’ più istruito al massimo sa che il fascismo è stato “una cosa bruttissima”, perché si è sempre detto così.
Non lo ha studiato, nella migliore delle ipotesi ha studiato il fascismo alla fine della scuola, cazzo se fa caldo a maggio, cazzo che stress imparare tutte quelle cose in vista dell’esame, cazzo tra poco arriva l’estate, cazzo i libri li brucio e non li voglio più vedere!

L’italiano medio, quello che condivide fake news e che con convinzione sostiene questo governo scrivendo “Amen”, quando si sente chiamare fascista, non si riconosce assolutamente nella definizione.
L’Italiano medio che vota Lega/5stelle si smarca dalla definizione di fascismo, perché non ha la più pallida idea di che cosa sia stato il fascismo.

Se voi gli dite che è “fascista” quello pensa “brutto” o al massimo “fake news”, pensa che chi lo accusa stia dalla parte dei sinistri, che ha stato il PD.

Non chiamatelo fascismo, è una parola priva di significato per la maggior parte degli italiani.

L’italiano medio crede che il fascismo sia una cosa tipo i 7 re di Roma, Napoleone, l’unità d’Italia che so io, Garibaldi, le guerre puniche, cazzo ve le ricordate le guerre puniche?

Se gli italiani avessero studiato il fascismo, saprebbero che il regime nacque in un periodo di grande sfiducia verso la politica per completare il disegno di «un uomo al quale interessava soltanto il potere. Arrivarci da destra o da sinistra, era indifferente» (Indro Montanelli). Un po’ come il giovane comunista antimeridionale padano Salvino, poi diventato amico dei meridionali e dei Casapound, un po’ come il Movimento 5 Stelle, che nasce come Movimento “né di destra, né di sinistra, è indifferente”.

Se gli italiani avessero studiato il fascismo, saprebbero che il regime costruì il proprio consenso eliminando un po’ alla volta tutti quelli che esprimevano idee contrarie o aggredendoli pubblicamente, minacciandoli. Un po’ come è accaduto a tante voci dissidenti, così vado a memoria, Laura Boldrini, Chef Rubio, la Consigliera napoletana Eleonora de Majo, il Procuratore Patronaggio, il Sindaco di Riace Mimmo Lucano, Roberto Saviano, l’attore Michele Riondino, Gino Strada, Maurizio Acerbo, Don Massimo Biancalani definito “ ll prete amico dei migranti”, Lello Arena, Beppe Fiorello, Pif, Cristina Parodi, il ricercatore Raffaele Ariano, Ilaria Cucchi, e moltissimi altri, tutti protagonisti dei post di Matteo Salvini.

Se gli italiani avessero studiato il fascismo, saprebbero che chiunque fosse contro il cattivismo fascista, veniva definito “pietista”, “nemico della patria”. Un po’ come oggi usano le parole “buonista” e “amico del PD”. Per loro noi siamo “zecche comuniste, radical chic, pdioti”. Sono diventati ciechi, sordi e ubbidienti come non mai. Come lo erano i fascisti durante il ventennio.

Se gli italiani avessero studiato il fascismo saprebbero che il regime si instaurò alimentando paure, orientando ostilità verso nemici scelti su misura, si andava dall’etnia all’orientamento sessuale a un’intera nazione. Proprio come fanno alcuni esponenti del governo Lega e 5s contro i migranti, gli omosessuali e i rom, contro la Francia, la Germania, Bruxelles, contro i poteri forti. I POTERIFORTI. Fanno credere ai loro elettori che vi sia una cospirazione mondiale contro gli straordinari progetti di menti brillanti come Toninelli e Rocco Casalino.

Se gli italiani avessero studiato il fascismo, saprebbero di aggressioni violente, di incarcerazioni e di spedizioni punitive ai danni dei nemici. Come quelle del 22 settembre quando aggrediscono la parlamentare europea Eleonora Forenza a Bari, il 2 giugno a Reggio Calabria quando uccidono sparando al sindacalista Soumayla Sacko, l’11 giugno a Caserta quando sparano su due ragazzi maliani gridando “Salvini, Salvini!”, il 20 giugno a Napoli quando sparano con una pistola a piombini allo chef maliano Konate Bouyagui, il 2 luglio a Forlì quando sparano a una ragazza nigeriana con un fucile ad aria compressa, il 5 luglio a Forlì quando sparano a un ragazzo ivoriano in bicicletta, l’11 luglio a Latina Scalo quando sparano a due ragazzi nigeriani che aspettano l’autobus, il 17 luglio a Roma quando un uomo “prova” la sua arma a piombini contro una bambina rom di 13 mesi, il 26 luglio a Vicenza quando sparano a un operaio capoverdiano, il 26 luglio a Palermo quando picchiano un ragazzo senegalese di 19 anni mentre lavora, gridandogli “tornatene a casa tua”, il 29 luglio ad Aprilia quando ammazzano di botte un marocchino. E mi fermo perché anche solo uno degli episodi citati dovrebbe bastare, per poter parlare di aggressioni razziste e fasciste. Ma loro non sanno nemmen cosa sia il razzismo.

Saprebbero dell’Oro alla Patria nel 1935, saprebbero della stupidità degli italiani che credettero in Mussolini fino al punto di regalare all’Italia le proprie ricchezze in oro, finanche le proprie fedi nuziali. Un po’ come faranno gli esponenti di Lega e 5s che, per coprire il buco enorme che stanno creando, per trovare le coperture alle loro manovre scellerate, hanno già dichiarato che potranno contare sugli italiani.

Saprebbero delle vergognose leggi razziali, se avessero studiato il fascismo. Come vietare ai bambini stranieri di Lodi di mangiare a mensa come tutti gli altri bambini, chiudere i negozi “etnici” alle 21 di sera.

Saprebbero delle vergognose deportazioni, un po’ come espellere i migranti accolti a Riace, e distruggere di fatto una delle poche cose prodotte dalla politica italiana per cui ci saremmo potuti vantare nel mondo.

Non chiamiamolo fascismo, chiamiamoli Lega e 5 Stelle, ci penserà la Storia a raccontarli per quello che sono. State certi che proveranno imbarazzo un giorno ad essere riconosciuti come sostenitori di questo governo, proveranno a cambiare nome e pelle un’altra volta proprio come fecero i fascisti, i democristiani, i berlusconiani prima di loro. Un ripetersi all’infinito di finti cambiamenti da “bisogna che tutto cambi perché nulla cambi”.
Un giorno esisterà il reato di apologia di Leghismo probabilmente, cominciamo a batterci per questo.

Non possiamo più perdere tempo a spiegare il perché crediamo che la democrazia sia in pericolo, lo sappiamo che è così, non abbiamo bisogno di nient’altro.

Il Titanic affonda, mentre loro suonano la musica e ballano festeggiando il cambiamento, noi non possiamo starcene qua a gridare che stiamo affondando. Non ci salveremo gridando e basta. Dobbiamo prepararci alla lotta, dobbiamo prepararci alla Resistenza. E sappiamo come si fa, lo abbiamo studiato. Lo facciamo da uomini liberi e donne libere, lo facciamo da partigiani e da partigiane.

– Luca Delgado

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Informazioni su vlad86

Amo le investigazioni, film: horror, gialli, supereroistici; lettura: saggi, narrativa, manga e fumetti; disegno, scrittura, musica classica, rock e metal, ateismo, scienza, vegan e arti marziali. [URL=http://metododeduttivo.forumcommunity.net]Scienza della deduzione e dell'osservazione forum[/URL]
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